Mediazione familiare a Cassino in provincia di Frosinone
La psicoterapia cognitivo-comportamentale
Secondo la psicoterapia cognitiva standard, gli schemi disfunzionali di base influenzano le credenze intermedie, che, a loro volta determinano l’insorgere dei pensieri automatici, tramite i quali i pazienti interpretano una specifica situazione. Come sappiamo, l’obiettivo del trattamento è quello di promuovere un cambiamento nel paziente derivante dal processo di modificazione del contenuto dei suoi pensieri e delle sue credenze disfunzionali. Per far questo, però, è indispensabile che la persona sviluppi una visione critica di tali pensieri e schemi mentali. E’ necessario, in altri termini, che prima li identifichi e, successivamente, li metta in discussione, sottoponendoli a prove di evidenza (ristrutturazione cognitiva). La psicoterapia cognitivo-comportamentale è una terapia strutturata (protocolli terapeutici mirati e cuciti ad-personam), direttiva (il terapeuta istruisce il paziente assumendo attivamente il ruolo di “consigliere esperto”), pur sempre flessibile e di breve durata (cambiamenti significativi sono attesi generalmente dopo le prime sedute) ed ha un marcato orientamento al presente e al problem-solving.
EMDR I° e II° Livello
L’EMDR è un trattamento psicoterapeutico innovativo in grado di aiutare la persona in modo naturale e realmente efficace a rielaborare certe situazioni traumatiche di diversa gravità in tempi brevi e con elevate percentuali di successo. L’EMDR è nato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare ad una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente. Queste esperienze traumatiche possono consistere in :
1. Piccoli/grandi traumi subiti nell’età dello sviluppo
2. Eventi stressanti nell’ambito delle esperienze comuni (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti)
3. Eventi stressanti al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall’uomo (incidenti gravi, torture, violenze).
Si sente che veramente il ricordo dell’esperienza traumatica fa parte del passato e quindi viene vissuta in modo sempre più sfumato e distaccato. I pazienti generalmente riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante da un punto di vista emotivo.
Mediazione familiare
La mediazione familiare è un intervento professionale rivolto alle coppie separate o in via di separazione per supportarli nel loro compito di madre e padre, fornendo loro un’opportunità per comunicare in maniera costruttiva e quindi trovare accordi concreti sulla gestione e l’’educazione dei figli. Obiettivo centrale della mediazione familiare è il raggiungimento della bigenitorialità ovvero la salvaguardia della responsabilità genitoriale individuale nei confronti dei figli, soprattutto se minori. In questo modo i genitori sono protagonisti di decisioni prese insieme.
La mediazione familiare si rivolge a:
1. Coniugi o conviventi che desiderano spararsi prendendo accordi insieme ed in prima persona per la gestione dei figli.
2. A persone già separate o divorziate che vogliono rivedere gli accordi esistenti.
Mindfulness
Nella prospettiva della Minfulness, invece, si lasciano da parte i tentativi volti esplicitamente a risolvere i problemi, a correggere i pensieri o a sostituirli con altri più funzionali ed adattivi. Gli approcci basati sulla mindfulness insegnano al paziente a diventare più consapevole dei propri pensieri e sentimenti e a relazionarsi a essi in una prospettiva più ampia, decentrata, come a eventi mentali transitori piuttosto che come espressione del sé o come rispecchiamento accurato della realtà. In tal modo, se i pensieri autosvalutativi, ansiogeni e depressogeni vengono semplicemente riconosciuti come pensieri, il paziente sarà maggiormente in grado di liberarsi da essi, dal momento che non sentirà più necessario attivare alcun comportamento conseguente. Ad esempio se i pensieri non sono “reali”, non si configura nessun obiettivo da raggiungere e quindi non c’è bisogno di ruminare per cercare una soluzione.